Chi è il volontario di DEB?
I volontari di DEB sono persone che credono nell'importanza dell'ascolto, della cura delle relazioni e l'importanza del benessere mentale in un ambiente universitario che spesso può risultare stressante, opprimente e desumanizzante.
Il volontario di DEB è una persona sensibile, di grande apertura mentale, fiduciosa nelle capacità di ogni essere umano e disposta a mettersi in gioco a sostegno del benessere della comunità studentesca.
Che ciò avvenga tendendo l'orecchio tramite il nostro servizio di ascolto, adoperandosi per l'organizzazione di eventi di sensibilizzazione o contribuendo all'organizzazione interna dell'Associazione, il volontario di DEB contribuisce a rendere l'università un luogo più accogliente e sostenibile per tutti.
Percorso di Ascolto
Il Percorso di Ascolto è un corso formativo che prepara i nuovi volontari per Dialogue, il servizio di ascolto tra pari della nostra associazione. È aperto a tutti gli studenti del Politecnico di Torino ed anche Università degli Studi di Torino ed è condotto da volontari DEB in collaborazione con Telefono Amico.
Il corso si articola in 6 incontri in presenza, dedicati alla pratica dell'ascolto emotivo. Attraverso simulazioni guidate ed esercizi pratici, i partecipanti imparano ad ascoltare senza giudicare, a riconoscere le proprie emozioni e i propri pregiudizi, e a stare con l'altro senza cercare di dare soluzioni.
Non ci sono lezioni frontali. Il focus è sul fare, sul mettersi in gioco e sul scoprire il proprio stile di ascolto.
Al termine del percorso, i partecipanti sono invitati a entrare in DEB come volontari e a contribuire al servizio.
Storie
Ho scelto DEB perché ho sempre fatto volontariato e volevo portare con me questo lato anche nell'ambiente universitario. Inoltre, sapevo che mi avrebbe aiutato nelle relazioni interpersonali, e così è stato.
~L
Come persona, non riuscivo, e forse nemmeno volevo, chiedere aiuto. Dovevo tenere botta, resistere, e farcela da solo, per quasi tutta la mia vita, e andava "bene" così... Chiedere aiuto mi faceva sentire debole, ma non bastava semplicemente non chiederlo. Volevo offrire aiuto a tutti, così mi sentivo "meno debole". Mi sono unito a DEB perché volevo aiutare, ma allo stesso tempo ero io quello che aveva bisogno di aiuto. L'aiuto, però, non è arrivato nella forma che mi aspettavo. Invece, col tempo mi ha "aiutato" a ridefinire il significato dell'aiuto da molteplici prospettive. Ho scoperto che chiedere e ricevere aiuto, non significa essere deboli, né c'entra tanto con il contrario. È un atto profondamente umano, e va bene così...
~M
Ho scelto DEB perché in quel periodo della mia vita sentivo che il Politecnico mi stava opprimendo e mi stava facendo vivere delle emozioni e sensazioni negative, tra cui ansia, stress e competizione tossica. Quindi quando lessi la mail di DEB pensai che fosse un'iniziativa e un'associazione che poteva aiutare sia me che molta altra gente come me, vedendo che le mie emozioni non erano così esclusive, ma molto condivise anche da miei colleghi. E da quel momento in poi sto cercando di vivere l'associazione inseguendo i suoi ideali e cercando di farli sopravvivere
~A
Ho scelto DEB per fuggire dalla noia. Dopo aver attraversato un periodo di riscoperta di me stesso, ho deciso di aprirmi agli altri.
~C
L'email del servizio di ascolto di DEB è arrivata nel momento giusto. Stavo passando un periodo di solitudine e di difficoltà con gli esami, un periodo in cui mi sentivo in difetto rispetto ai miei amici, e per questo non ne parlavo con nessuno. Uno spazio in cui l'interlocutore non sapeva chi fossi mi permetteva di esprimere ogni pensiero. In quella conversazione ho capito che anche altre persone potevano capirmi e, nel progetto DEB, c'erano persone disposte ad ascoltare. Sarebbe stato un mondo a me affine. Così ho provato a buttarmi in questa avventura e ora, dopo tempo, posso dire di aver fatto la miglior scelta.
~S
Sono entrata in DEB perché avevo bisogno di sapere che ero altro oltre l'università. Il primo anno al Politecnico mi aveva completamente alienata, le mie giornate erano diventate solo università e la mia vita ormai dipendeva solo da quello. Sentivo di non essere nient'altro che una studentessa mediocre del Politecnico. Sentivo di non aver costruito niente di più di uno scarso percorso universitario e che la qualità del mio percorso fosse un riflesso di quello che io fossi veramente. Volevo dimostrare a me stessa che non era vero e che avrei reagito a quella situazione invece di continuare a subirla senza provare a cambiarla.
~V
Sono passati ormai due anni da quando ho scelto di entrare in DEB. Il primo motivo è stato quello di rimettermi in gioco dopo la lunga pausa Covid. Incontrare un gruppo che avesse tra gli obiettivi il benessere mentale tra gli studenti, è stata una boccata d'aria dopo tanta solitudine. A posteriori una delle migliori scelte che abbia mai preso.
~F
Unisciti a DEB!
Vuoi diventare volontario di DEB? Scrivici a [email protected] e ti ricontatteremo!